i disturbi dell'attenzione nei bambini come affrontarlo

Disturbi dell’ attenzione nei bambini

L’istinto di mamma è qualcosa di che non possiamo descrivere ma è una certezza, qualcosa non va, ma come faccio a capire cosa?

Partono subito i sensi di colpa perché non sei una mamma super presente o forse perché ti sei fidata troppo dell’asilo e allora iniziano le ricerche sui disturbi dell’attenzione nei bambini, non vuoi sottoporre tuo figlio a stress ma qualcosa bisogna fare.

Riconoscere i segnali: disturbi dell’attenzione nei bambini

Mio figlio è super attivo e per questo che si annoia a scuola!

Quante volte avete pensato a questa frase o l’avete sentita da altre mamme? ma a volte dietro quella iper attività si nasconde un mondo.

Possiamo però osservare meglio i nostri figli e individuare i segnali

  • Difficoltà a rimanere seduto o fermo
  • Spesso si distrae
  • Non porta a termine i compiti
  • Evita attività che portano sforzo mentale prolungato
  • Sembra non ascoltare o non capire

Ora se ti rivedi in questo elenco non entrare nel panico, un passo alla volta e comprenderai come muoverti.

È importante ricordare che questi comportamenti non sono una scelta del bambino, ma una manifestazione di una reale difficoltà, le cause possono essere diverse:

  • un ambiente troppo stimolante, stanchezza, stress emotivo;
  • disturbi nella concentrazione
  • condizioni più specifiche come Iperattività (ADHD).

Primi step sui disturbi dell’attenzione nei bambini

La prima cosa da fare è sicuramente prendere appuntamento con la tua pediatra di fiducia, se non ti aggrada il pediatra ASL puoi trovare vari riferimenti on line esempio my doctor.

In base alle sue risposte avrai bisogno sempre di uno specialista, che potrà essere un neuropsichiatra infantile con il quale potrai fare una chiacchierata oltre a dei test e scoprire se effettivamente tuo figlio ha la ADHD o altro.

Altrimenti la seconda opzione è prendere tempo, ascolta il tuo cucciolo osservalo con più attenzione o fai porre l’attenzione, da chi segue il piccolo, a piccoli dettagli citati in precedenza.

Problemi di concentrazione nei bambini

I problemi di concentrazione possono nascere per una serie di fattori anche temporanei.

Potrebbe essere che abbia iniziato l’asilo troppo presto o semplicemente che la solita frase;

Ogni bambino ha i suoi tempi

Siamo presi da tante attività ed il lavoro certo non aiuta, troppe scadenze, troppe cose da ricordare, la tua agenda è sempre piena ed il tempo da dedicare alla tua famiglia sempre più scarso ed i sensi di colpa proprio non aiutano.

Il tuo piccolo cucciolo ha bisogno d’esercizio, bisogna allenare il cervello come qualsiasi altro muscolo e ci sono vari modi per poterlo fare.

Allenare la concentrazione nei bambini

Tramite l’esercizio si ottengono i risultati, allenarsi e riprovare è l’unico modo per imparare, non ci sono altre metodologie e quindi esploriamo insieme alcuni semplici passaggi per aiutare i nostri bimbi.

L’Ambiente che ci circonda

Parliamo di concentrazione, la situazione ideale sarebbe quella di rallentare, sembra un controsenso ma è la pura realtà, molti studi dimostrano che, l’esposizione prolungata allo schermo è associata alla diminuzione delle interazioni personali, per cui rimuovi videogiochi, TV, Smartphone e crea un area giochi in un ambiente ed utilizza sempre il medesimo spazio.

Scegli con il bambino delle regole di gioco, stabilisci tempi e crea una routine, insegna al bambino a creare il suo spazio giochi.

Non dimenticarti di te stessa e del tuo compagno, trovare un equilibrio che vi sostenga in modo da non compromettere la situazione familiare.

Modalità di gioco per supportare la concentrazione nei bambini

Ci sono dei giochi che aiutano il bambino a focalizzarsi sull’attività ad esempio:

  • I Lego / i puzzle / la pittura richiedono pazienza, attenzione nei dettagli e sviluppo della fantasia;
  • Letture ad alta voce stimolano curiosità, concentrazione nella storia, ponete domande per vedere se riesce a seguire o chiedete come potrebbe finire;
  • Attività fisica come lo Yoga, aiuta il bambino ad concentrarsi su piccoli esercizi che non richiedono troppo tempo, ed facilitano lo scarico dello stress (anche per i genitori) oltre a migliorare la consapevolezza.

Tutte queste attività possono essere svolte anche ogni 30 minuti con 5 di pausa, piccole dosi e gestibili altrimenti il compito sembra troppo oneroso.

La giusta comunicazione con i bambini

Ascoltare è diventato un magico evento, siamo sempre al cellulare o abbiamo la televisione accesa, in quei momenti riesci veramente ad ascoltare? magari senti ma non ascolti.

Tuo figlio ti chiama vuole la tua attenzione in quel momento o spieghi che sei impegnato e di attendere qualche minuto, oppure, ti fermi, ti concentri e comprendi.

Usa un linguaggio semplice, dai enfasi alle parole, sii paziente anche se balbetta o se ci impiega tempo per finire una frase, non utilizzare parole negative come, “sei uno stupido o non capisci”.

Riconosci gli sforzi e lodalo con incoraggiamento, quando vedrai un sorriso nei suoi occhi capirai che il messaggio è stato percepito.

La tavola come sostegno nella concentrazione

In natura ci sono molti modi per allenare il cervello, mangiare determinate sostanze aiutano nello sviluppo di questo favoloso concentrato di cellule nervose.

Se anche il suo pediatra è d’accordo, ci sono integratori ed alimenti che portano benefici ad esempio:
La vitamina B è un’alleata preziosa per la memoria e la salute del cervello: aiuta, infatti, a ricavare energia dagli alimenti ed è fondamentale per un corretto funzionamento del sistema nervoso;
– Noci pecan, nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi, e semi di zucca, sesamo, lino, girasole sono ricchi di acidi grassi Omega 3 e di importanti micronutrienti come Selenio, Zinco e Fosforo che migliorano le funzioni cognitive e tengono accesa la memoria;
L’acqua non bisogna dimenticare l’alleato per eccellenza del nostro cervello, tenerla sempre a portata di mano sulla scrivania, bere spesso e a piccoli sorsi è un toccasana per corpo e mente, perché l’attenzione cala se il cervello è disidratato.

Chiedere supporto ad un esperto

La prima cosa che farai sarà cercare certezze e dove trovarle se non online? ma come muoversi in questa giungla?

Chiediamolo alla più esperta, eh si proprio lei!

Colei che diceva a gran voce

Il bambino è dotato di poteri sconosciuti, che possono guidare a un avvenire luminoso. Montessori

L’ambiente Montessori, con la sua enfasi sull’auto-direzione, la scelta e il completamento dei compiti, può favorire lo sviluppo delle funzioni esecutive (pianificazione, organizzazione, memoria di lavoro, controllo dell’inibizione), che sono spesso deficitarie nell’ADHD.
Alcuni studi indicano che i bambini con ADHD in contesti Montessori possono mostrare un comportamento più adeguato in classe, con una maggiore capacità di impegnarsi in attività e meno interruzioni.
Essendo un metodo che rispetta i tempi e gli stili di apprendimento individuali, può portare a migliori risultati accademici per i bambini con ADHD, che in contesti più tradizionali potrebbero sentirsi frustrati e rimanere indietro.
Spesso i disturbi dell’attenzione nei bambini, presentano anche altre difficoltà come ansia, l’approccio Montessori, essendo incentrato sul bambino, può indirettamente supportare anche queste aree.

Disturbo dell’attenzione nei bambini ADHD

Spesso sentiamo questa sigla ADHD ovvero disturbo deficit attenzione e iperattività, ma in termini pratici?

I Pediatri la identificano come l’incapacità di gestire gli stimoli esterni e di tenerli a bada, come avere un motore sempre acceso senza freno a mano.

Alcuni esempi pratici:

  • A scuola: Faticano a seguire le lezioni, a fare i compiti, a stare seduti al banco, possono sembrare distratti o svogliati, anche se in realtà non lo sono;
  • Con gli amici: A volte faticano ad aspettare il loro turno, a controllare la rabbia o a non interrompere e questo può creare difficoltà nelle relazioni;
  • A casa: Hanno difficoltà a seguire le regole, a organizzare i giochi o le loro cose, a stare calmi.

Non significa che il bambino sia meno intelligente, anzi, molti bambini con ADHD sono molto creativi, si può imparare a gestirlo!

Con il giusto aiuto e strategie, i bambini (e poi gli adulti) con disturbi dell’attenzione possono imparare a migliorare la loro attenzione, a controllare l’impulsività e a usare la loro energia in modo positivo.

Come procedere con ADHD

In Italia nel 2021 è stato fatto uno studio chiamato Valsecchi, dal quale è risultato che:

– su un campione di utenti fatto un test SRS 11.8% era positivo;

– quel campione ha poi eseguito un secondo test chiamato DIVA più del 6% risultava nuovamente positivo.

I numeri sono in aumento ed in Italia si stima che tra il 4/5% dei bambini abbiano questa patologia.

Per effettuare la diagnosi è necessario svolgere colloqui frequenti, in un tempo prolungato con psicologi o neuropsichiatri per comprendere se effettivamente parliamo di disturbi vari o effettiva ADHD.

Una volta accertata la diagnosi è necessario adottare una terapia con l’aiuto dello psichiatra, attraverso un percorso con il quale non si guarisce ma supportiamo i nostri cuccioli nel vivere più serenamente, vediamo alcuni esempi di misure da adottare con i bambini:

Routine, stabilire orari fissi per i pasti, i compiti, il gioco e il sonno;

Dare un‘istruzione alla volta e chiedere al bambino di ripeterla;

Rinforzo positivo lodare, premiare i comportamenti desiderati immediatamente dopo che si sono verificati;

Tecniche di gestione delle crisi: Imparare a gestire i momenti di frustrazione con calma e strategie efficaci (es. ignorare pianificato, time-out).

Tutto questo ti ricorda qualcosa? alcuni approcci si ripetono nonostante le diverse patologie, l’importante è il sostegno che dedichiamo a nostro figlio, se hai bisogno di ulteriore supporto o spunto di riflessione ti consiglio anche il libro “la felicità non si ferma mai” dove l’autrice è una mamma che ha vissuto questa esperienza .

Conclusione

In un mondo così pieno di stimoli sentiamo spesso problematiche inerenti all’attenzione, perché oggi si e ieri no? ma perché anche solo partendo dagli anni 90, non esistevano tutte le tecnologie di ora, pensate anche alla scuola non esistevano tablet o lavagne digitali.

Tutto questo ha portato il nostro cervello ad essere super stimolato.

Ci sono molti accorgimenti da mettere in atto e vari supporti che potete trovare tra associazioni e Istituti.

L’importante è reagire senza entrare nel panico, respirare e guardarsi intorno, non colpevolizzare il bambino ma soprattutto non colpevolizzare se stessi.

Cosa ne pensi?anche tu stai vivendo un’esperienza simile?

OTTIMIZZAZIONE A CURA DI VALERIA PETRUZZELLI

Determinazione e passione sono le peculiarità che mi caratterizzano, dal lavoro nel fashion all’ innovazione del marketing digitale.
Ancora curiosa di scoprire come va il mondo e cosa mi attende nel futuro, perché puoi sempre cambiare il finale dipende solo da te.
Web Analitycs & Seo Specialist.

4 risposte a “Disturbi dell’ attenzione nei bambini”

  1. Avatar Cristina
    Cristina

    Tutti consigli utilissimi. Grazie di questo articolo. Spesso rifletto sul perché mia figlia non riesca a stare concentrata più a lungo. Il primo passo è proprio nell’ osservazione. Vero anche che al giorno d’oggi i bambini sono un po’ tutti così. Basti notare che i cartoni animati di adesso ogni episodio inizia e finisce, non ha più una trama che dura più puntate. Un episodio di Holly e Benj per concludersi aveva bisogno almeno di 4 puntate. E le schiacciate di Mila? Cominciava ad alzare la palla e restava in aria 3 puntate

  2. Avatar Manola Di Matteo
    Manola Di Matteo

    Articolo molto interessante! Sicuramente è un argomento che si conosce molto poco, e spesso confondiamo (per ignoranza) alcune difficoltà con maleducazione o handicap di altro genere. Conosco diversi genitori di bambini con ADHD, e mi hanno confidato che spesso trovare una diagnosi risulta essere un iter difficile e molto lungo. Hanno paura di parlarne o “si vergognano” di dire che il loro bambino “non è come gli altri, ma semplicemente il loro cervello funziona in modo diverso”. È fondamentale che se ne parli il più possibile, anche e soprattutto nelle scuole, perché questi bambini a volte hanno difficoltà a farsi accettare dagli altri compagni.

  3. Avatar Massimiliano
    Massimiliano

    È proprio così siamo così impegnati e distratti noi stessi che facciamo fatica ad ascoltare chi ci circonda, ed in particolare i ns figli. Quando la sera si torna stanchi dal lavoro portiamo con noi tutto lo stress della giornata lavorativa ed in quel momento vorremmo essere lasciati soli per riposare la mente e calmare i nervi ma così facendo mettiamo in secondo piano i ns figli, quando invece dovremmo ascoltarli e confrontarci con loro, così facendo riusciamo a capire le loro difficoltà o problematiche.

  4. […] segnali con uno sguardo più ampio e gentile, per capire quando è solo una fase, quando serve un piccolo sostegno in più e soprattutto come accompagnare i bambini più chiusi a ritrovare fiducia negli altri, un passo alla […]

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