Essere madre non è più – e per fortuna – sinonimo di rinuncia. Oggi, la crescita personale di una mamma è una rivoluzione silenziosa, ma potente. È il racconto di donne che, ogni giorno, imparano ad amarsi in nuove versioni: più stanche, sì, ma anche più consapevoli, più solide, più coraggiose.
Una di queste donne è Sabrina Lugarà, una mamma di gemelli che non ha smesso di studiare, lavorare, crescere. Professionista nel settore della comunicazione digitale, studentessa universitaria e instancabile sognatrice, Sabrina è la prova vivente che la maternità può essere non un ostacolo, ma una miccia. Una scintilla. Una seconda nascita: per i figli, e per sé.
Indice dei contenuti
- Quando la maternità diventa un punto di (ri)partenza
- Non è facile. Ma è possibile. E bellissimo
- Crescita personale di una mamma professionista e studentessa (e non per finta)
- La crescita personale di una mamma è anche una questione culturale
- La verità è che non servono superpoteri. Serve allenamento
- Strategie (possibili) per mamme che vogliono tutto (senza perdere se stesse)
- Crescita personale di una mamma: e tu, da dove vuoi iniziare?
Quando la maternità diventa un punto di (ri)partenza
Ci sono mamme che si perdono dopo un parto. E poi ci sono mamme che si ritrovano. Sabrina appartiene alla seconda categoria. Anzi: alla categoria “super donne normali”. Quelle che non indossano mantelli, ma imparano a scrivere progetti con una mano e preparare la merenda con l’altra.
Quando ha scoperto di aspettare due cuori contemporaneamente (sì, gemelli!), ha capito che sarebbe cambiato tutto: “un turbinio di emozioni, paure e sogni che si facevano spazio tra le costole. Sono diventata più forte nei miei silenzi, più dolce nei miei no, più determinata nei miei sì”.
Ma non che avrebbe dovuto rinunciare a sé stessa. Anzi. “Diventare madre è stata la mia rinascita”, racconta. La crescita personale di una mamma parte proprio da lì: dal decidere di esserci, per sé e per i propri figli.
Non è facile. Ma è possibile. E bellissimo
La nostra amica è la prima a dirlo: “Non è facile.” Ma lo fa. E ci riesce perché ha imparato a trasformare la fatica in carburante. “Essere mamma non mi ha tolto nulla, mi ha solo insegnato a distribuire diversamente il mio tempo, le mie energie, i miei desideri.
Ho imparato a studiare ad orari non proprio comodi, con un occhio al libro e uno all’orologio, cercando di rispettare i miei tempi e quelli dei miei twins. A scrivere progetti mentre preparavo la merenda. A non mollare quando il corpo cedeva ma il cuore spingeva”. Così le notti in bianco diventano momenti per riflettere, gli imprevisti allenano la resilienza, i limiti affinano le priorità.
Chi ha detto che la crescita personale di una mamma debba fermarsi al momento della nascita di un figlio? Per Sabrina è l’esatto contrario: è proprio lì che inizia il secondo tempo, quello della consapevolezza, delle scelte coraggiose, del “mi merito di più”. “Perché credo che si può davvero crescere come donne, senza dover rinunciare alla maternità, né alla carriera, né a se stesse”.
La crescita personale di una donna, in questo modo, diventa anche crescita emotiva. Una forza interiore che si costruisce giorno dopo giorno, senza rumore, ma con grande impatto. E così, tra una call istituzionale e un biscotto da inzuppare, costruisce la sua carriera.

Crescita personale di una mamma professionista e studentessa (e non per finta)
Sabrina non si accontenta: “Sono tornata all’università perché volevo capire di più, fare di più, essere di più”. Studia Scienze della Comunicazione all’università, lavora nel settore pubblico e guida anche progetti di comunicazione istituzionale digitale.
È Responsabile Regionale Basilicata per l’Associazione Nazionale Social Media Manager (ANSMM), e ogni giorno si impegna per costruire una comunicazione pubblica più umana e trasparente.
“Amo ciò che faccio, amo raccontare, progettare, gestire, comunicare con trasparenza e responsabilità”, ci racconta la nostra amica. Nel suo ruolo, la nostra mamma in carriera lavora per “guidare la transizione digitale, contribuire a una comunicazione istituzionale più umana, chiara, vera”.
Lo fa con il bagaglio di esperienze che solo la maternità può dare, e che si riflettono in capacità professionali reali:
- empatia,
- problem solving,
- velocità decisionale,
- gestione dei conflitti.
Il mondo del lavoro inizia – finalmente – a riconoscerle. E le mamme come Sabrina sono le pioniere di questo cambiamento.
Ah, e nel frattempo? Fa la mamma. Con la M maiuscola. Ma senza fronzoli. La sua casa è piena di risate, giochi sparsi e sogni appesi al muro. Una metafora perfetta per spiegare cos’è davvero la crescita personale per una madre: il coraggio di disegnare un progetto nuovo, ogni giorno, anche tra una lavatrice e un caffè.

La crescita personale di una mamma è anche una questione culturale
Sabrina non è “solo” una mamma italiana. È svizzera di nascita, portoghese e calabrese nel sangue, lucana per scelta. Una contaminazione culturale che l’ha aiutata a vedere il mondo da più angolazioni. E anche la maternità, quindi, diventa una dimensione plurale: fatta di identità, radici, visioni e voglia di fare rete.
Perché una mamma non cresce da sola. La crescita personale di una mamma è anche il frutto delle persone che la circondano: chi le dà fiducia, chi le apre una porta, chi le dice “vai, che ce la fai”. Ma anche – parliamoci chiaro – chi le fa un dispetto o la sottovaluta. Anche da quelli, si cresce. E parecchio.
COSA SIGNIFICA PER TE ESSERE MAMMA? E IN CHE MISURA HA INCISO SULLA TUA CRESCITA PERSONALE E LAVORATIVA?
La verità è che non servono superpoteri. Serve allenamento
“Come fai?” – le chiedono spesso. E lei risponde con una sincerità spiazzante: “Non lo so, ma lo faccio. Per amore, per passione, per necessità, per senso di responsabilità verso i miei figli e verso me stessa. E perché no, anche per tutte quelle donne che ancora pensano di non potercela fare”.
Non c’è una formula magica, non c’è un algoritmo segreto. C’è solo la forza di una donna che ha capito una cosa: che il proprio benessere è un pezzo fondamentale del benessere familiare.
E se oggi è qui a raccontarlo, è anche per dire ad alta voce che la crescita personale per una mamma non è egoismo. È cura. È investimento. È futuro. E quando una mamma cresce, crescono anche i suoi figli. Più sicuri, più liberi, più felici.

Strategie (possibili) per mamme che vogliono tutto (senza perdere se stesse)
Sulla base dell’esperienza della nostra cara amica SMM, ecco alcune dritte che puoi applicare anche tu per conciliare maternità e crescita:
- Definire priorità e obiettivi personali e professionali: Sabrina non fa tutto. Fa quello che conta. E lo fa bene. La sua strategia? Stabilire obiettivi realistici, non cercare la perfezione, ma la presenza. Crescere come mamma è anche questo: imparare a dire sì, ma anche a dire no. E a volte, dirlo proprio a se stesse.
- Pianifica, ma non troppo: Hai bambini piccoli? Studia a blocchi. Lavori da casa? Usa i “tempi morti” (esistono ancora?). Programma, ma accetta il caos: fa parte del gioco.
- Chiedi aiuto. Sempre: Non sei una mamma migliore se fai tutto da sola. Sei solo più stanca. Coinvolgi partner, nonni, amici, baby sitter, Alexa. Chi vuoi, ma chiedi.
- Mantieni vive le tue passioni: “Sono una donna appassionata. Una che piange guardando un film, che si commuove leggendo una storia di riscatto, che si indigna davanti all’ingiustizia, che si rimbocca le maniche ogni giorno. Amo la scrittura, i viaggi, le differenze culturali, i valori, la solidarietà. Mi piace osservare, ascoltare, capire”. Cosa vuole dirci la nostra protagonista? Che la cura personale non è un premio: è una necessità. E anche se non può farlo ogni giorno, sa che è parte fondamentale del suo equilibrio. Anche tu, mamma che leggi: non mettere in pausa chi sei. Non dimenticarti di respirare. Di volerti bene.
- Non avere paura di ricominciare: vuoi cambiare lavoro? Tornare a studiare? Iniziare un progetto? Fallo. Il momento perfetto non arriverà mai. Ma tu puoi iniziare comunque.
- Sii gentile con te stessa: sì, anche quando urli. Anche quando dimentichi le riunioni. Anche quando sbagli. “Mi piace essere madre. Non perfetta, ma VERA”. Nessuna mamma è perfetta. Ed è molto meglio.

Crescita personale di una mamma: e tu, da dove vuoi iniziare?
La storia di Sabrina Lugarà non è solo un racconto individuale. È una voce che si unisce a un coro sempre più forte di donne che chiedono il diritto di essere tutto quello che desiderano: madri, professioniste, studiose, appassionate, confuse ma determinate. Soprattutto, donne libere.
E ogni passo che una mamma fa verso la sua crescita personale è un passo che cambia anche la società. Che rompe stereotipi, apre strade, accende sogni anche in chi aveva spento la speranza.
La crescita personale di una mamma inizia da una domanda semplice: “Cosa voglio per me?” E no, non è una domanda egoista. È la più potente che tu possa farti. Comincia da lì. Da un corso, da un libro, da un caffè con te stessa. Da un post sul blog. Da una storia come quella della nostra protagonista. Che oggi ci ricorda che sì, si può. E anche se non è facile, è tremendamente bello.
Vuoi condividere la tua storia? Vuoi supporto, ispirazione o un consiglio? Unisciti alla community di Mamma Grow Up. Perché la crescita personale di una mamma è anche condivisione. E da qui, possiamo solo salire.
MANOLA DI MATTEO
Sono una mamma a tempo pieno con la passione per la SEO. Ho messo da parte l’indipendenza economica e la carriera per crescere i miei due bambini, perché non avrei sopportato il peso del senso di colpa di essere una mamma poco presente per loro. Ma a schiacciarmi sono stati altri sensi di colpa: verso me stessa. Ho deciso di riprendere in mano la mia vita, riqualificarmi nel Digital Marketing e specializzarmi nella SEO, per ritrovare me stessa e dare ai miei figli una mamma completa e più serena.




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